Palazzo Roverella

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Palazzo Roverella

Via Giuseppe Laurenti, 8/10
45100 Rovigo
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Call Center tel. 0425.460093
Sito web: www.palazzoroverella.com


Nel 1474, l’anziano e potente cardinale Bartolomeo Roverella promosse la costruzione di un maestoso palazzo nella piazza maggiore di Rovigo. Con la sua mole imponente l’edificio doveva testimoniare il grande prestigio raggiunto dalla famiglia dei Roverella, stabilitasi a Ferrara, ma originaria di una località omonima posta tra Rovigo e Lendinara.
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Non ci è purtroppo pervenuto il nome dell’architetto che progettò il palazzo, anche se è possibile ipotizzare che non fu estraneo il giovane Biagio Rossetti. L’improvvisa morte del committente nel 1477, ne determinò l’interruzione dei lavori di costruzione.
L’uso spesso improprio che se ne fece fin dal tardo Cinquecento, contribuì a moltiplicare nei secoli gli interventi, spesso inadeguati, di ristrutturazione interna e così a accelerarne il suo degrado.

Alla fine della seconda guerra mondiale fu iniziato il restauro della facciata, la quale, percorsa da tre ordini di aperture di varia forma e misura posate su robuste colonne marmoree, si presenta particolarmente armoniosa, grazie anche al gioco cromatico creato dal rosso del mattone e dal bianco dei marmi.

Il resto del palazzo non ha goduto di alcuna reale attenzione sino al 1985, quando ormai molte altre sue parti si erano ulteriormente deteriorate.

I lavori di ristrutturazione interna, iniziati nel 2000 ed eseguiti dal Comune di Rovigo e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, hanno portato alla riqualificazione di questo importante bene immobile, diventato ora la prestigiosa sede della Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi e del Seminario.


La Pinacoteca dell'Accademia dei Concordi e del Seminario di Rovigo

L’Accademia dei Concordi, sorta nel 1580 circa per iniziativa del conte Gaspare Campo, comincia ad occuparsi di pittura verso la metà del secolo XVIII commissionando ai maggiori pittori veneti una serie straordinaria di ritratti di rodigini illustri e di protettori veneziani.
Anche diversi nobili cittadini cominciano allora ad interessarsi di pittura. Il conte Giovanni Francesco Casilini diventa un vero collezionista d’arte veneta del Quattrocento e del Cinquecento; riunisce nel suo palazzo quasi duecento opere che decide poi di lasciare in legato all’Accademia dei Concordi dimostrando illuminata sensibilità.

 Ritratto di Antonio Riccobono, Giambattista Tiepolo, Venezia,1696-Madrid,1770


  Con l’arrivo nel 1833 della collezione Casilini ha origine la        pinacoteca dell’Accademia dei Concordi. In seguito altri  generosi  cittadini donano i loro dipinti. Un notevole    incremento avviene nel  1878 con il legato di metà della  collezione dei conti Silvestri; l’altra  metà va al Seminario        Vescovile di Rovigo. Il terzo importante  legato si verifica nel    1901 grazie al commendatore Albano  Gobbetti.    


Nel 1982 la Pinacoteca del Seminario Vescovile, ricca di circa duecento opere, è stata affidata all’Accademia dei Concordi; è avvenuta cosi la riunificazione della collezione Silvestri. Si costituisce in questo modo una pinacoteca ricca di opere prevalentemente di arte veneta dal secolo XV al secolo XVIII, tra le quali spiccano alcuni capolavori conosciuti in tutto il mondo.